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Caltagirone.
Ciao, sono un’alunna che frequenta la classe IV nel plesso San Paolo del Circolo Didattico “Giovanni Paolo II”. Lunedì 13 Dicembre con i miei compagni abbiamo visitato, Caltagirone, famoso per i suoi monumenti e soprattutto per i presepi. La guida Michele, come prima tappa, ci ha mostrato il giardino pubblico “Vittorio Emanuele II”, opera dell’architetto Filippo Basile, diviso in due parti: il giardino inglese nella parte alta e italiano nella parte bassa. All’ingresso del giardino vi è un arco con lo stemma di Caltagirone, l’aquila, scelto perché il territorio calatino ha la forma del rapace. L’uccello ha la corona in testa, lo scudo crociato rosso in campo bianco sostenuto da due grifoni, il collo ( simboleggiante la scalinata di Santa Maria del Monte), la zampa destra con l’osso di uno dei giganti Geloni e l’ala destra indicante la fortezza di San Giacomo. Di fronte c’erano quattro statue che rappresentavano le stagioni. Michele ci ha invitati a cercare il vaso più celebre creato dai fratelli Vaccaro dove sono raffigurate delle donne che litigano con in mano un bastone e tirandosi i capelli. Nel piazzale centrale, occupato da una balconata in “ biscotto” ci siamo riposati un po’, mangiando e guardando il palco musicale in stile moresco, rivestito con la famosa ceramica calatina. Uscendo dal giardino la guida ci ha spiegato che anticamente, non essendoci alberghi alcuni calatini ponevano una pigna di ceramica davanti all’uscio e quello era il simbolo di ospitalità in quella casa , infatti il viandante vi poteva trovare un letto per dormire e un piatto caldo da mangiare. Ecco perché la balconata di recinzione del giardino è decorata con pigne verdi, lampioni dalle foglie decrescenti e vasi. Dopo siamo andati a osservare da dove tanto tempo fa gli innamorati vedevano l’alba, cioè dal “Teatro Bonaiuto” e il tramonto dai gradoni del teatro “Tondo Vecchio”. Successivamente abbiamo visto i presepi. In una chiesa c’ era un grandissimo presepe con i personaggi in argilla grezza appoggiati su carta riciclata e tagliata in strisce sottili, i presepi sulle carte telefoniche e quelli a teatro. In un museo ho ascoltato con attenzione la differenza tra i presepi napoletani e quelli calatini. I personaggi napoletani hanno la testa di legno, i capelli creati con il crine dei cavalli , i vestiti di stoffa e la struttura in fil di ferro; invece i presepi calatini sono realizzati quelli poveri con l’ argilla e gli stampini e quelli colti artigianalmente in ceramica colorata. Nel cortile del Palazzo comunale c’erano una automobile ‘500 con dentro un presepe e una ‘600 con due pupi siciliani alla guida e dietro un presepe di vetro. Il presepe più fantasioso è stato quello in omaggio a Walt Disney dove tutti i personaggi di Topolinia e Paperopoli erano fabbricati con il miele. In seguito siamo entrati in un laboratorio di ceramica dove abbiamo visto come si costruisce artigianalmente un oggetto. L’ultima tappa è stata la Scala Santa Maria del Monte, formata da 142 gradini, la cui particolarità consiste nel ripercorrere la storia della ceramica dal 10° al 20° secolo osservando la decorazione del frontalino di ogni gradino. Infine stanca e felice sono ritornata al pullman dopo questa visita guidata da …urlo!!!
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